L’anno scorso mi proposi di affrontare le relazioni, telematiche e non, con una buona dose di intolleranza. Purtroppo, internet e la vita ci espongono ad una serie di argomenti che mettono a dura prova la nostra pazienza ed è sempre più difficile circondarsi soltanto delle persone con cui è piacevole discutere.

Badate, mi sembra pure stupido doverlo specificare: una persona con cui è piacevole discutere non è uno che ti da ragione sempre, anzi! È uno che sa argomentare un’opinione magari contraria alla vostra mettendo alla prova le vostre convinzioni. È uno a cui, quando dai ragione, ti fa sentire meglio perché sai che in qualche modo ti ha migliorato quel confronto.

Detto questo, la su citata intolleranza, doveva servire a scaricare un po’ della tensione accumulata sentendo i discorsi da bar su temi come: cospirazioni aliene, terra-piatta, politica, economia, ambiente, chip nel cervello, immigrazione, colore della pelle eccetera.

Purtroppo il mio esperimento è fallito miseramente perché anche solo uscire da una conversazione assurda ed ignorarla, richiede una buona dose di energia. E allora? Allora quest’anno si applica la regola del nativo digitale!

Il nativo digitale, d’istinto, è in grado di ignorare qualsiasi cosa. Ha una specie di Ad-Block che scatta e gli permette di abbozzare un sordo sorriso con se stesso cancellando la cronologia dei pensieri. Una difesa che l’evoluzione gli ha procurato contro l’overload informativo. Se sei attento, gli vedi spegnersi negli occhi la vita per una frazione di secondo: si è riavviato!

Noi vecchi dobbiamo insabbiare i pensieri per non ricordare che lì fuori c’è gente che crede ai dischi volanti o alle sirene, loro depositano queste informazioni sulla sabbia così possono scivolare via da sole.

Noi vecchi ci sentiamo in qualche modo obbligati a spiegare come stanno le cose, argomentando e ricercando un po’ per il gusto di avere ragione, un po’ per il dovere di contribuire. Ma è qui che l’evoluzione ci ha messo da parte, troppa energia viene sprecata con questo processo.

Il nativo digitale, sa già da subito invece, che la sua opinione non conta un cazzo. Che cambiare il mondo è una di quelle cose per i personaggi dei manga, irrealizzabile come una Kamehameha nella vita vera.

Potrebbe sembrare pessimistico il mio discorso, ma non lo è. Noto soltanto che il modo di affrontare la vita di alcuni giovani è semplicemente più efficiente. Lasciare che il mondo vada avanti, scansando le buche.

Quindi quando il tema lo richiederà, per quest’anno, farò la mia battuta senza senso che vorrà dire: “va bene così, va tutto bene… continuate pure”.