Per il 2019 mi sono dato il compito di riportare qualsiasi birra mi passi per la gola sul blog. È stato infatti un poco deludente cercare di fare il punto delle birre bevute nell’anno precedente e notare che, di tutte quelle degustate, ne ricordo davvero troppe poche! Quindi vi beccherete racconti di prodotti molto altalenanti…

Chi non ha mai bevuto almeno una Chimay? Si trovano in tutti i supermercati e sono così diffuse che mi ritrovavo in casa un bicchiere brandizzato ben prima di appassionarmi alla birra.

La Chimay è una birra trappista prodotta in Belgio, presso l’abbazia di Notre-Dame de Scourmont. Se ho capito bene, a produrla non sono direttamente i monaci ma la Fondazione da loro istituita allo scopo. Tuttavia, al fine di conservare la denominazione di Authentic Trappist Product, la produzione avviene sotto lo stretto controllo dei monaci.

Invece di spendermi ancora in parole, vi lascio il link di un blog molto interessante dove si descrive proprio questo prodotto (come io non potrò mai fare 🙂 )

Com’era per me

Impressione molto favorevole per quanto mi riguarda, il bouquet di aromi “trappista” non mancava e il basso contenuto alcolico l’ho accolto con favore.

Il colore nel bicchiere era chiaro ma non limpido, la schiuma è durata abbastanza poco dopo averla versata. Di sicuro una birra che ricomprerò volentieri, più volentieri delle altre Chimay. Certo mi son piaciute anche le altre, però non rientrano immediatamente in quelle che voglio bere a breve.

Com’è per gli altri

Dunque vediamo cosa ne pensa l’internet di questa birra:

Su Untappd ha un rating di 3.59/5.

Su RateBeer ha un rating di 3.42/5.

Su Beeradvocate ha un rating di 3.88/5.