Io la adoro questa birra, ne ho bevuta tantissima durante l’anno passato e conto di berne ancora tanta.

Fa parte della produzione del birrificio D’Achouffe, nella provincia del Lussemburgo.

La storia del birrificio è quella che mi piacerebbe raccontare ai miei nipoti un giorno: nel 1982 due cognati iniziano a fare la birra artigianale e gli esce così buona che devono mollare il loro lavoro per seguire la nuova attività!

Nel catalogo D’Achouffe vi sono diverse birre (tra cui una bock che ho scoperto da poco e voglio assolutamente assaggiare) ma oggi vi parlo della Cherry Couffe.

La storiella a corredo della birra parla di come gli gnomi raccogliessero ciliegie per conservarle nella soffitta del birrificio. Il solaio è poi crollato sotto il troppo peso delle scorte e le ciliegie sono finite nella birra. 🙂 Dai che son simpatici!

Com’era per me

In tutti i casi si parla di una birra alla ciliegia che si fa voler bene. Non troppo dolce, non troppo acida e non artificialmente aromatica da sembrare allungata con la granita.

Secondo me gode di un equilibrio molto piacevole durante un caldo pomeriggio estivo così come davanti al caminetto. L’apporto alcolico è ancora sostenibile (8%), ma non la berrei durante i pasti.

Il colore è un bel rosso scuro, la schiuma densa e cremosa.

Durante una recente vacanza in Alsazia ho assaggiato una birra calda alla ciliegia ed ho una certa voglia di provare a scaldare una Chouffe! Però fare questa prova significa rischiare di buttare una bottiaglia…

Com’è per gli altri

Ora devo sottoporla al giudizio del popolo:

Su Untappd ha un rating di 3,35/5.

Su RateBeer ha un rating di 3,10/5.

Su Beeradvocate ha un rating di 3,64/5.

Direi che non è un prodotto che impressiona particolarmente i bevitori di birra. Io, coccolando un po’ il desiderio di bibite gassate in un periodo di dieta, continuerò a volerle bene.