Se avete appena frequentato la comunità scientifica, letto un feed o anche solo di sfuggita guardato il canale Focus, saprete che quest’anno si celebra il 50° anniversario della missione che portò l’uomo sulla luna: l’Apollo 11.

Non starò qui a spiegarvi come è andata perché altri l’hanno fatto meglio e prima di me. Quello che invece mi preme, è rendere omaggio a questo momento storico realizzando un modellino in scala del razzo Saturn V.

Il progetto

Faccio parte di due fantastiche associazioni a tema spaziale (Bis Italia e Asimof) quindi ho modo di confrontarmi con professionisti del settore ed appassionati per ricercare le migliori fonti di informazione.

Vi basti pensare che, in Bis-Italia c’è un simulatore del modulo di atterraggio dell’Apollo 11 e una replica in scala 1:1 (in metallo 😉 ) del computer di guida “AGC”. Ne approfitto per rinnovare i complimenti ad Alexey che l’ha modellato egregiamente!

E non è finita qui, in Asimof trovate un modello in scala 1:10 del Saturn V che se lo vedesse la Lego, cambierebbe mestiere :-). Non manca poi una replica del software (e dell’interfaccia) della DSKY.

Insomma, ho anche una certa responsabilità nell’eseguire questo progetto perché lo vedranno tanti amici appassionati e non vorrei sentirmi dire: “sai, questo tubo non c’era sul razzo” oppure “ma questi sono gli ugelli del Saturn III”…

Cosa voglio ottenere?

Beh, nella più rosea delle ipotesi voglio ottenere entro quest’anno un modello in scala 1:144 del razzo che effettua, in tempo reale, la separazione degli stadi e la preparazione all’allunaggio.

Lo so, non sarà facile, ma altrimenti il divertimento dove starebbe?

Ci sono già, bene evidenti, delle difficoltà tecniche pesanti perché un modulo del razzo (CM) ad un certo punto si stacca e si gira su se stesso per agganciare il LM… ne parlerò poi.

Il modello di partenza

Qui purtroppo la scelta è abbastanza obbligata: l’unico modello accessibile (quando è disponibile!) del Satrun V in kit è quello della Revell in scala 1:144. Il prezzo si aggira intorno ai 30 euro e, anche se ci farà sudare, è il modello più comodo da recuperare. E sono obbligato a tenermi su questa scala pure per avere lo spazio per l’animazione meccanica.

La Revell stessa produsse un modello in scala 1:96 del Saturn V ma purtroppo è esaurito da tempo. E aveva anche degli comodi kit aftermarket. Se ne trova qualche scatola rovistando molto bene l’internet, ad esempio su questo negozio tedesco e su ebay.

Il signor Paul Fisher ne ha anche fatto un modello 3d in scala 1:60, messo a disposizione di tutti su thingiverse. Di fatto non sono in pochi quelli che lo hanno stampato e modificato.

Per chi invece si “accontenta” del Saturn V della famosa missione Apollo 13, in giro si trova ad un prezzo non proprio accessibile, il modellino Bandai in scala 1/144 in resina.

I problemi del kit Revell 1:144

Beh, cominciamo col dire che è un kit economico in plastica, la cui qualità è abbastanza altalenante.

Uno dei problemi di cui si sente parlare in giro è dato dalla deformazione di alcune parti che poi non combaciano bene. Questo può essere dovuto a diversi fattori, ma a noi interessa sapere che capita. Per fortuna, il modello che ho comprato io (dall’Inghilterra), non presentava questo difetto e tutte le parti sembrano combaciare a primo sguardo.

Se a voi dovesse capitare un kit parecchio deformato senza possibilità di reso, provate ad immergere le parti in acqua calda (ma non bollente) e poi fare un assemblaggio a secco per ridare la forma. Consiglio comunque l’acquisto su Amazon o altro negozio che fa la sostituzione senza storie.

Altro problema, facilmente risolvibile riguarda le istruzioni, ci sono alcuni errori che evidenzierò meglio mentre costruisco il mio modello ma intanto vi anticipo i passaggi in questione:

Aggiungiamo anche che lo schema colori suggerito nelle istruzioni non sembra essere accurato, ma per questo mi riservo di indagare meglio in futuro.

In ultimo, giusto per avere un’idea della carenza di dettagli con cui ci troviamo a lavorare, ecco una foto dei motori J2 del Saturn V:

E adesso vediamo cosa ci propone il kit Revell:

Chiaramente non possiamo lasciare le cose così e occorre trovare delle soluzioni percorribili per aggiungere i giusti dettagli.

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