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e lenzuola si mossero nella notte, un corpo caldo la abbracciò da dietro:<<Kalambee, ti prego, amiamoci. Ho voglia di amore, questi giorni succedono cose strane.>>

<<Nivara, stavo dormendo. Non hai trovato nessuna sveglia che voglia amarti? Una sacerdotessa madre magari, quelle non rifiutano mai una notte d’amore.>>

<<No Kalambee, non ho cercato altre. Voglio il tuo amore e lo voglio adesso.>> la mano di Nivara percorse un sentiero ormai noto <<Se una di noi dovesse essere la prescelta, non potremmo più amarci, capisci? Questa cosa mi devasta!>>

<<Dici il giusto mia piccola e fragile sorella, amiamoci come mai prima.>>

I corpi si intrecciarono e diedero inizio ad una danza molto in uso sul pianeta Fergent Kyaar. Il canto notturno delle sacerdotesse era l’unica cosa che si potesse udire in quelle ore. Era vietato amarsi di giorno, ma non la notte.

Tra le sacerdotesse del Tempio di Qun vi erano sempre incontri saffici, anche se la maggior parte non includeva veri sentimenti e si rifaceva alla antica regola per la quale nessuna poteva rifiutare le richieste di una sorella maggiore.

Quindi le più giovani dovevano chiedere, ma le più grandi potevano ordinare. Si obbediva e basta, a qualunque richiesta.

Nivara però, con i suoi occhi da cerbiatta e i suoi modi innocenti, riusciva a ordinare anche mentre chiedeva con cortesia e riluttanza.

Poco dopo come di consuetudine, al richiamo del canto delle due donne, si avvicinarono al letto le sorelle maggiori che ordinarono di renderle partecipi e così il canto di due voci divenne prima il canto di cinque, poi di dieci fino a perdere il conto di quelle carezze e di quei baci.

Al mattino, pian piano i corpi sfiniti e addormentati riprendevano vita e si dirigevano alle loro mansioni. Kalambee si svegliò con Nivara addosso e la scostò delicatamente dal suo corpo nudo, ammirandone la bellezza e l’innocenza del volto ancora sognante.

Mentre si dirigeva verso le vasche per purificarsi nell’acqua di Qun, un boato enorme fece sussultare l’intera area, il cielo si squarciò e una palla infuocata comparve.

<<Il seme di Qun! Il seme di Qun è arrivato!>> urlavano le sorelle fuori da ogni contegno. Nivara raggiunse assonnata e barcollante Kalambee <<È quello il seme di Qun?>> domandò indicando il cielo.

Una voce imponente e anziana la sorprese alle spalle: <<Si, giovane figlia, il seme di Qun è qui per donarci nuova vita. Preparate i vostri ventri ad accoglierlo.>> disse la Madre di tutte le madri.

La scia in cielo proseguì rapidamente disegnando una linea dritta che terminò sul monte Siur. Limpatto fu tremendo e udibile a chilometri di distanza. Nivara si strinse involontariamente a Kalambee <<Sorella! Ho paura.>> le sfuggì dalle labbra. Kalambee la tenne stretta e tutte si radunarono intorno alla sacerdotessa più anziana per ascoltare le sue parole.

<<Figlie e sorelle, il momento è giunto. Il seme di Qun è arrivato dal cielo come è scritto sulle sacre rocce e ha scelto proprio il monte Siur per incontrarci. Come ormai tutte sapete il sacro rito dell’accoppiamento deve avvenire nella sala benedetta del Tempio di Qun, quindi alcune di voi dovranno andare a recuperare quel seme.

Non sappiamo che forma avrà, se sarà una vita o un oggetto anonimo. Sappiamo che solo la più meritevole tra noi lo avrà.>>

Ci fu una pausa e occhi ridenti e speranzosi si scambiarono sguardi lucidi. La Madre di tutte le madri continuò: <<Kalambee, tu nascesti nel giorno di Qun e sposasti la Daga, guiderai una spedizione per portare qui il seme.>>

<<Si Madre delle Madri>>

 Le sacre rocce di Qun

Su Fergent Kyaar esistono da sempre delle rocce ritenute sacre dove sono riportati quelli che sembrano i diari di Nianta.

Che diavolo sto leggendo su HobbyDrops?

Questi racconti sono parte della campagna di gioco di ruolo classico che sto portando avanti con degli amici. Questa è la raccolta.