Un mio carissimo amico, che saluto e ringrazio moltissimo, mi ha regalato per il compleanno la stupenda figure che vedete qui sopra. Trattasi di Geralt di Rivia, lo Strigo, il lupo bianco protagonista di The Witcher, primo di una serie di romanzi scritti da Adrzej Sapkowski. Probabilmente è noto ai più per la sua trasposizione videoludica a cura di CD Project.

La figure è stupenda ma non ho potuto fare a meno di pensare a qualche modifica. Per il momento allo studio ci sono:

  • Base girevole con musica, sta bene in ogni figure!
  • Occhi che si illuminano di giallo con della fibra ottica, figo no?
  • Alone di energia (luce) che esce dal fodero della spada.
  • Weathering sul personaggio che ora è troppo pulito.
  • Occhi del lupo impresso nella base retroilluminati di rosso.
  • Trofeo “testa di Drowner sanguinante” appeso al gancio della cintura.

Siccome di tutte queste modifiche non sono ancora affatto convinto o non ho il tempo per farle, ho iniziato da quella meno invasiva: la testa del Drowner.

Lo studio

Prima di iniziare ho dovuto osservare bene il soggetto sia sui libri del Witcher che ho in casa che su internet. Già non son capace, se poi devo riprodurlo a memoria…

Materiali e armatura

Per “scolpire” (le virgolette indicano che non so farlo!) la testa del drowner utilizzerò un misto di Super Scupley rosa e grigio. Il rosa è più morbido e il grigio molto duro, un mix è consigliato da molti per i primi lavori. L’ho trovato perfetto.

Serviranno poi del filo di alluminio per l’armatura, una tavoletta e vari accessori da scultura che si trovano ormai in ogni brico/cinese/cartoleria del mondo.

Bisogna innanzitutto costruire un’armatura. Essendo la testa un elemento di scarso volume non ho usato alcun filler più economico come la stagnola o altro.

La bozza

Non ho avuto il tempo di finirla ancora, ma ecco dove sono arrivato e come:

Chiedo scusa per alcune foto davvero pessime, ci starò più attento. Forse… Alla prossima!

Ringraziamenti:

Al maestro Mirco Pierfederici che mi ha dato qualche indicazione sui materiali e non ha pianto alla vista del work in progress (credo) 🙂 .

Grazie ancora Mirco!

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