Tendo a supercomplicare le cose. Bisogna ammetterlo. Prendo un modellino e comincio a pensare a tante di quelle modifiche che poi (vedi il caso Galactica) rimane intoccato per mesi.

Chiariamolo, non è un problema. Queste cose si fanno per dare spazio alla creatività e sviluppare nuove stimolanti tecniche per raggiungere risultati sempre migliori. Altrimenti tanto vale prendere dei Lego e metterli uno sull’altro come suggerito nel manuale.

Però a volte la voglia di fare una cosa in poco tempo, di giocare un poco mentre ascolti l’audiolibro di The Expanse, di completare qualcosa in grado finire sullo scaffale direttamente dopo un paio di pomeriggi, anche meno.

Così mi sono sfidato a fare le cose non come avrei voluto, ma nel modo più semplice possibile. Invece di studiare come aggiungere fibre ottiche, piccoli servomotori o nuove pannellature al modellino, mi sono comportato come un ragazzino di 10 anni: 4 strumenti in tutto e un filo di pazienza e niente pittura.

La sfida nel fare le cose semplici

Gli strumenti ammessi erano solo questi:

  • Un cutter (nel mio caso Olfa)
  • Una lima metallica (nel mio caso Tamiya)
  • Una lima per unghie (nel mio caso boh)
  • Una tronchesina da modellista (nel mio caso Doyusha)

Già così credo di essere andato un poco oltre quella che è la dotazione standard di un Gundamista alle prime armi, ma sono gli strumenti che uso di solito e piuttosto che tagliarmi con un cutter da due soldi, preferisco usare quello buono.

Dunque?

Beh, mi sono divertito e sono discretamente soddisfatto del risultato. Tuttavia preferisco la via complicata 🙂 e il MG che mi guarda dallo scaffale sarà sicuramente d’accordo. Vi lascio un video su come si fanno per bene i Gundam.