Beh, non ho proprio costruito un razzo vero e nemmeno un modellino… ma un modello didattico. E non l’ho costruito nemmeno tutto… ma solo un pezzetto. Un pezzetto piccolo… Ok ho messo un circuito che non ho nemmeno progettato io in una scatolina.

Da qualche tempo sono diventato membro della BIS, sezione italiana. Tutti i membri sono stati invitati a dare una mano su un progetto per le scuole e quando ho sentito che si doveva costruire un razzo, sono saltato subito a bordo ovviamente. Certo non vi nascondo l’ilarità del momento in cui ho scoperto trattarsi di un modello dimostrativo 🙂 .

Tuttavia è stata una delle realizzazioni elettroniche più impegnative degli ultimi mesi in quanto mi sono occupato, di fretta, solo di questa parte minuscola di un progetto molto più grande e non ho potuto verificare che tutto funzionasse (ansia!). Ho solo controllato in maniera maniacale tutte le connessioni che mi erano state richieste e inviato, insieme alla scatolina, una manciata di componenti necessari a sistemare qualche mio eventuale guaio (pensa positivo!).

Stando in contatto diretto con il coordinatore del progetto, Fabrizio, ho imparato tantissimo. Possiamo chiamarlo apprendimento di prossimità 🙂 Prendi un ingegnere in gamba e leggi 3 volte quello che ti ha scritto: hai imparato una cosa nuova! Scommettiamo?

Altro fattore parecchio curioso è stato scoprire che, quando fai qualcosa che non è destinata ad una mensola di casa, mille dubbi ti attanagliano riguardo le tue capacità. Funzionerà? Quel diodo va così? Ho fissato tutti i connettori nel modo più giusto? Serrando le viti del PCB non rischio di far saltare saldature? E i cavetti terranno?

Se il contatore dei giorni per le vacanze in Giappone si blocca, lo tiro giù e lo sistemo. Qui posso solo sperare di aver fatto bene la mia parte e non aver trasformato quello che voleva essere un aiuto in un danno! Sapere poi che il circuito finirà nelle mani di veri elettronici…

PS: nel video ci sono pure gli sbagli e i rework in corsa, ma solo per occhi attenti! 🙂

Ringraziamenti:

Grazie ancora a Fabrizio e alla BIS-Italia!