Non puoi restare troppo tempo lontano dallo Sprawl, rischi di credere che sia stato solo un brutto sogno. Ma lo Sprawl è anche di più. Un sogno puoi dimenticarlo, un sogno spesso lo dimentichi, un sogno puoi fare finta che non sia successo.

Nello Sprawl le cicatrici restano invece, tutte! E come una cicatrice fisica rende la zona ferita più dura e insensibile, così una cicatrice emotiva ti cambia. Dentro.

In questa puntata

  • Il maestro di cerimonie Gabriele ci lascia fare, con la sicurezza di un genitore che vede correre il bimbo e aspetta la caduta. Con la certezza che da soli ci cacceremo in un grosso guaio, e ci farà da lezione. Ah quanto piace questa cosa al master!
  • Boones (Simone) resta focalizzata sulla missione, ma appena la sua vita è a rischio le cose cambiano. Che si sia rammollita dietro i sentimentalismi?
  • Mickey (Marco) è distratto, che novità! Sembra che questa fase della missione per lui sia un livello del gioco molto poco interessante. Una specie di side quest. Almeno finché non rischia di finire ammazzato.
  • Madison (Io) ok, non c’è un modo umile per raccontarvi cosa ho fatto: ho salvato la missione e avviato la più grande rivoluzione popolare nello Sprawl. Certo, le malelingue vedranno nei miei gesti un gran disprezzo per la vita umana e tanto egocentrismo. Magari anche un certo gusto per il genocidio melodrammatico. Scambieranno perfino la mia rivoluzione politica per un tafferuglio strumentalizzato… che gente!

Ringraziamenti:

Grazie ancora Marco, a Gabriele e a Simone!

Maggiori info sul gioco di ruolo fatto bene: http://www.gdrunplugged.it