Comincia una nuova rubrica, ovviamente irregolare. Sarebbe più corretto chiamarla collezione o serie libera 🙂 Il nome lo ha scelto mia moglie ma quello che mi propongo di fare è raccogliere i luoghi più interessanti, inquietanti, nerdosi… per capirci: strani!

Non credo diventerà mai una raccolta esaustiva, neanche credo sia possibile aspirarvi? Ci sono davvero tanti posti che rispondono a questo requisito, dunque cominciamo:

La Base Amundsen-Scott

Il primo posto dove voglio portarvi è una base di ricerca situata in Antartide, proprio al Polo Sud (geografico).

Già il nome di questa base racchiude una storia che meriterebbe un post a parte. L’esploratore norvegese Roald Amundsen e l’esploratore inglese Robert Scott furono i protagonisti di una competizione serrata alla conquista del Polo Sud. Le loro storia poi si mescola alla tragedia, al coraggio e anche a qualche colpo basso! Però non è questo il momento di parlarne, se siete interessati date un’occhiata a questa e quest’altra conferenza. Se volete una nota nostrana, infine Amundsen morì durante il tentativo di soccorrere il Generale Nobile durante la faccenda del Dirigibile Italia.

So che siete tutti bene informati, ma voglio ricordare lo stesso qualche nozione sul continente antartico perché ci tornerà comodo nel nostro viaggio. Immaginatelo un po’ come il ripasso di sicurezza che bisogna saggiamente sorbirsi prima di ogni volo.

Avviso ai passeggeri

State per essere sbarcati in Antartide, uno dei posti più inospitali per la vita sulla terra. Le cose che mi sembra valga la pena tenere a mente sono:

  • È quello a sud. Ci sono i pinguini ma non gli orsi polari.
  • Alle coordinate della base c’è un solo giorno e una sola notte all’anno. Marzo-agosto è il periodo di buio, ottobre-febbraio è il periodo di luce.
  • Non è dato sapere se vi siano gli Estranei ma ci sono fortissimi sospetti 🙂
  • Non si direbbe ma ha molte, moltissime montagne. Anche abbastanza alte, si arriva a 4897 m).
  • Durante il giorno polare ci si scotta facilmente con il sole. Sai com’è… 24h di esposizione insieme alla montagna.
  • È terra di nessuno perché tra tutti quelli che vantavano (e vantano) diritti, non vi è un accordo se non quello di sospendere la cosa e insieme alle altre nazioni dichiararlo Territorio non rivendicato. Trovate tutto nel Trattato antartico.
  • Non nevica tanto, ma quando nevica è per sempre! La neve non si scioglie più e continua a stratificarsi.
  • Ci si arriva in aereo e in nave, ma solo nei mesi estivi.
  • È da considerarsi tecnicamente un deserto, chi l’avrebbe mai detto.
  • Ci abita un migliaio di persone, ma nei mesi estivi arrivano a 4000 (quasi tutti scienziati e affini).
  • Vi si trovano molte basi scientifiche e oggi ne visiteremo proprio una.
  • Come turisti, non potrete raggiungere il Polo Sud, ma solo alcune regioni delle coste antartiche.

Posizione geografica

By Teetaweepo; adapted by H Debussy-Jones (talk) 08:53, 14 November 2009 (UTC) - https://www.comnap.aq/publications/maps/COMNAP_Map_Edition4_A0_2009-03-26.pdf/view, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=34787288

By Teetaweepo; adapted by H Debussy-Jones (talk)

Come potete notare siamo proprio al POLO SUD (geografico!). Uno dei motivi per cui ho scelto questa base per un giro, è proprio la sua posizione privilegiata. Non ci siamo andati lontanissimi nemmeno noi italiani coi nostri fratelli francesi, notate lì vicino anche la Concordia.

By Kuno Lechner; cropped by H Debussy-Jones

Ma se vogliamo fare il gioco di chi è più a sud nel Polo Sud, la classifica è questa:

  1. Base americana Amundsen-Scott. (potevano perdere gli americani nel gioco di chi fa di più? 🙂 )
  2. Base cinese Kunlun.
  3. Base russa Vostok.

Storia

Ad oggi la base Amundsen-Scott è qualcosa di impressionante! Una struttura bellissima e organizzata, con la sua pista di atterraggio e perfino un hangar per riparare i mezzi pesanti. Tuttavia le cose non sono iniziate così e, molto velocemente, non mi dispiace ricordare le fasi principali.

1911: Mi piace pensare tutto cominciò con la piccola tenda lasciata dalla spedizione di Amundsen (insieme a Olav BjaalandHelmer HanssenSverre Hassel e Oscar Wisting) per testimoniare il loro arrivo al Polo. Ricordiamo però che quella tenda la vide solo la spedizione di Scott e tuttora giace sotto 17-19 metri di neve accumulatasi negli ultimi 100 anni. Se ci pensate siamo di fronte alla prima “struttura” lasciata al Polo Sud dall’uomo anche nella consapevolezza che un altra spedizione avrebbe potuto utilizzarla, come dimostra la famosa lettera.

Di Olav Bjaaland (1873–1961)

1957-1975: Siamo nell’Anno Internazionale della Geofisica, l’umanità fa uno sforzo esplorativo importante. Ricordiamo di sicuro il lancio dello Sputnik I sovietico e del corrispondente antagonista americano Explorer I. Ma anche, per dirne un’altra, la scoperta delle fasce di Van Allen (proprio grazie al succitato satellite americano!).

Solo al Polo Sud vengono realizzate ben 3 basi scientifiche: l’ìnglese Halley, la russa Vostok e la “nostra” Amundsen-Scott.

A costruire la base Amundsen-Scott sono dei militari del corpo degli U.S. Navy Seabees, in pratica dei super genieri della marina americana. Arrivano in 8 nel novembre del ’56 e si danno subito da fare con i materiali che venivano paracadutati sulla zona (molti lanci andarono perduti). Presto iniziano ad arrivare anche le prime squadre di scienziati con magnetometri, sismografi e palloni meteorologici.

La base era in sostanza una serie di container assemblati con pannelli di legno, alluminio e fibra di vetro. Fecero il tragico errore di poggiare semplicemente le strutture al suolo e collegarle con delle passerelle. Il risultato fu che dopo soli tre anni erano già caduti e ben stratificati ben 1,8 metri di neve.

Ovviamente la neve si accumulava anche sui tetti, deformandoli pericolosamente. Per questa ragione fu abbandonata nel 1975.

1975-2003: Già da qualche tempo i Seabees (sempre loro!) avevano iniziato a costruire la nuova base. Le cose erano abbastanza meglio organizzate e furono ingaggiati anche dei carpentieri privati per formare in tutto una squadra di circa 100 operai che abitava nel frattempo in container militari. Deve essere stato un lavoro EPICO!

Dopo le prime consegne effettuate con lanci, si era passati a sistemare una pista di atterraggio dove potessero atterrare e decollare i Lockheed LC-130. Pensate che, data la scarsa efficacia del propellente a quell’altitudine, gli aerei decollavano assistiti da razzi!

La pace durò fino all’88, quando gli occupanti udirono un forte CRACK! Uno degli anelli alla base aveva ceduto e fu riparato durante la successiva estate ma già si pensava alla prossima struttura. Una struttura in grado di ospitare 150 persone e che potesse essere rialzata periodicamente per far fronte all’accumulo di neve.

Ovviamente ogni base dismessa fino a questo momento deve essere rimossa dal Polo Sud secondo il Trattato Antartico. Per questo non è solo spettacolare leggere di come le hanno costruite, lo è altrettanto capire come le hanno smantellate. I componenti sono conservati al museo dei Seabees.

2003-giorni nostri: In 4 anni e con 150 milioni di dollari, viene costruita la nuova stazione sopraelevata operativa ancora oggi. Di questa stazione non scrivo nulla perché, essendo noi nella magica era del web, ci sono dei bellissimi video tour e ve li lascio qui sotto.

Attività scientifiche

Troppi sono gli esperimenti e le attività scientifiche che vengono condotte per provare ad elencarle. Vi invito a visitare la pagina ufficiale sul sito dell’NSF e vi riporto quelli di cui ho trovato un sito web autonomo:

Ma ripeto, sono centinaia gli esperimenti scientifici che vengono condotti dai moltissimi scienziati che si alternano alla base.

Curiosità

Non potevo omettere le curiosità e le stranezze della vita in un posto così particolare, di fatto ho iniziato tutto il post con questo preciso fine in mente 🙂

Il dottore malato. Nel 1998 il medico assegnato alla stazione per l’inverno, Jerri Nielsen scoprì di avere un cancro al seno. Ora considerate che d’inverno non vi sono trasporti e immaginate di collegarvi via satellite con degli esperti che vi chiedono di farvi una biopsia per le analisi. Poi mandano un aereo militare che vi paracaduta degli equipaggiamenti medici specifici per la chemioterapia e siete sempre voi a dovervela somministrare.  Solo in ottobre uno degli aerei LC-130 Hercules riesce a prelevarla per portarla negli Stati Uniti. Ovviamente una storia così non poteva che diventare un bestseller e un film .

Ricerca con il delitto. C’è un attimo preciso in cui, leggendo di questa storia, sentirete scattare una molla nel cervello. La molla che vi tiene solitamente aderenti alla realtà. Siamo nel marzo del 2000 e Rodney Marks, un astrofisico australiano, è di ritorno verso la base dalla postazione distaccata del telescopio. Improvvisamente si accascia, viene recuperato e portato in infermeria. Dentro la situazione degenera tanto che in 36 ore muore, tra medici locali e specialisti collegati via satellite, con sintomi di una malattia inspiegabile. Il corpo deve essere conservato per sei mesi durante la notte antartica e solo allora sarà possibile portarlo in Australia ed effettuare l’autopsia.

Autopsia che scoprirà una morte da intossicazione di metanolo. Uno scherzo andato male, un suicidio o addirittura un omicidio? Non ho un libro per voi questa volta, ma cercate online e troverete particolare molto toccanti su questa vicenda.

Il dottore, è sempre il dottore. Mi fa impressione notare che siamo solo al 2001 e già un altro medico della base si ammala. Stavolta è il Dr Ron Shemenski che ha i calcoli alla cistifellea e necessita un intervento di emergenza. So che state pensando che si opererà da solo con uno specchio, ma invece no! Utilizzando le nuove apparecchiature mediche arrivate dopo il caso Jerri Nielsen si accorge che le cose si mettono male e che ha sviluppato una pancreatite. Spettacolare anche il volo per recuperarlo con un DHC-6 Twin Otter modificato.

La spia che venne dal freddo. Vale la pena menzionare il fatto che nel 2007 due massimi esponenti del servizio segreto russo guidano una delegazione in visita alla base…umhhh… qualcuno ha detto alieni? 🙂

Non vi scaldate, ragazzi! Chissà come immaginate che sia il natale al Polo Sud… Beh toglietevi dalla testa tutte le idee romantiche almeno per quello del 2007 dove succede che due tecnici se le danno di santa ragione e devono essere evacuati…

Finalmente ci siamo, portate degli asciugamani. L’anno è il 2011, il tecnico delle comunicazioni (sai mai che si ammala uno meno essenziale) viene portato in infermeria con forti dolori addominali. La diagnosi è certa: appendicite. Stavolta i medici della base, si organizzano ed eseguono un’appendicectomia a cielo aperto. Va tutto bene.

No, il 2011 non è finito. Piano a gioire per la riuscita dell’intervento di cui sopra, perché verso agosto Renee-Nicole Douceur – direttrice in carica – ha un ictus con relativa perdita della vista e delle funzioni cognitive. Alla stazione non hanno equipaggiamenti per capire quanto seria può essere la situazione e chiedono l’evacuazione medica.

Stavolta però alla NSF (che è responsabile della base) rispondono picche. Il volo è troppo pericoloso e la Douceur non sta poi così male. Ma la nipote della direttrice inizia così a contattare senatori e giornali, viene montato un caso mediatico. Una serie infinita di polemiche dopo, verso ottobre, col primo volo disponibile la direttrice viene evacuata.

Evacuazioni importanti: Probabilmente per ammirare un’altra magnifica desolazione, nel 2016 Buzz Aldrin si recò a visitare la base con un gruppo turistico (prima o poi vado anche io). Purtroppo si ammala e anche lui, a 86 anni e col primato di persona più vecchia a raggiungere il Polo Sud, alla fine viene evacuato.

Altre curiosità che non potevo non riportare. In un posto del genere come fai a non ambientare qualche horror? Ad esempio il film Fight The Future di X-files. E non è il solo film horror. Ma già che ci siamo mettiamoci pure un Gundam e un film romantico (in realtà non è troppo collegato).

Tradizioni rassicuranti. I ricercatori e gli addetti che sono designati a rimanere nella base per il periodo invernale e quindi senza la possibilità di avere dei rifornimenti o soccorsi, completamente isolati nel buio perpetuo… hanno un’importantissima tradizione:

Dopo l’ultimo volo prima della pausa invernale, si riuniscono tutti nella palestra con il proiettore e guardano la Trilogia dell’Apocalisse. Chi non lo farebbe?

Qualche altro video

Voglio lasciarvi giusto qualche altro video di conferenze e simili che ho visto su YouTube riguardo i temi trattati nel post. Non so se quando clickerete funzioneranno i link perché internet è così che va. Un abbraccio.

Credits

  • By Daniel Leussler, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=31621072
  • By Teetaweepo; adapted by H Debussy-Jones (talk) 08:53, 14 November 2009 (UTC) – https://www.comnap.aq/publications/maps/COMNAP_Map_Edition4_A0_2009-03-26.pdf/view, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=34787288
  • Di Olav Bjaaland (1873–1961) – Project Gutenberg Literary Archive Foundation: De Aarde en haar Volken, Jaargang 1913. HAARLEM, H. D. TJEENK WILLINK & ZOON., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1411326
  • By Kuno Lechner; cropped by H Debussy-Jones (talk) 08:31, 14 November 2009 (UTC) – Self-photographed, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8447378
  • By http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Amundsen-Scott_South_Pole_Station.jpg, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3514319
  • By Senior Airman Ben German – 109aw.ang.af.mil, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=68198767
  • Di Bill Henriksen, National Science Foundation – U.S. Antarctic Program, National Science Foundation, image SPSM.05.5.JPG., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1851985
  • https://www.nsf.gov/news/special_reports/livingsouthpole/sciencegoals.jsp