E’ passato qualche mese dal nostro ultimo viaggio nel mondo dei piccoletti e, visto che ora è in uscita su XBoX il videogioco Grounded, è il momento migliore per ritornare a parlare di bestiole in miniatura.

Finalmente siamo al nostro primo ragnetto e, diciamolo una sacra e unica volta: non è un insetto (6 zampe) ma un aracnide (8 zampe). Ora che ci siamo tolti questo prurito da acculturati dei telequiz, passiamo alle cose più interessanti.

Il ragno in questione (Araneus Ventricosus) è più o meno giapponese e il suo nome lo presenta benissimo: Onigumo – Il Ragno Orco. Chiamato così per l’aspetto molto minaccioso e l’appetito vorace.

E’ servito addirittura per ispirare un personaggio di One Piece (attenzione al link – possibile SPOILER).

I ragni

Cerchiamo un attimo di inquadrare la classificazione dei ragni, ma senza troppi tecnicismi latini che fa caldo. Dunque si comincia con gli aracnidi, dei simpatici animaletti che pare siano stati i primi a frequentare le terre emerse. Una storia di milioni di anni, insomma. Gli aracnidi hanno quasi tutti 8 zampe, ma in alcune specie le due zampe frontali si sono trasformate in organi sensoriali e non più dediti alla locomozione in senso stretto.

Abbiamo già avuto modo di parlare degli aracnidi quando abbiamo incontrato gli scorpioni nelle puntate precedenti.

I ragni sono però l’ordine più più numeroso nella classe, se ne contano qualcosa come 48.200 specie!

Anatomia

L’anatomia di queste piccole creature è un’opera d’arte. Solo la natura e milioni di anni di evoluzione riescono a stupirci con un’ingegneria biologica tanto minuta quanto efficiente.

Esternamente conosciamo tutti come è fatto un ragno, almeno grossomodo. Sappiamo che ha il “culone”, le zanne a tronchese col veleno, le zampe, tanti occhi, i peli e sappiamo certamente che tesse la tela per cacciare le sue prede. Esistono tuttavia grandi differenze in una specie variegata e antica come quella dei ragni, ad esempio alcuni sono ciechi, altri non usano la tela per cacciare eccetera eccetera.

Molti degli aspetti anatomici che descriverò ora per il nostro Onigumo sono comuni ad altri ragni. Noi li ripeteremo ogni volta che ci troveremo di fronte ad un esemplare di questa specie perché altrimenti non impareremo mai tutti questi nomi difficili 🙂

La divisione del corpo è in due parti:

Prosoma: è la zona della testa e del torace che sono un tutt’uno. Spesso viene proprio indicato con l’appellativo di “cefalotorace”. Vi si trovano la bocca, il cervello gli occhi e tutte queste cose utili (ma anche stranamente pezzi di intestino, vedremo poi!)

Opistosoma: è il culone, ma anche la pancia del ragno. Contiene cuore, buona parte dell’apparato digerente, gli ovari e le ghiandole per la produzione della tela.

Ora studiamocelo pezzo a pezzo e teniamo presente questa bella figura offertaci da Wikipedia:

Cefalotorace

Come dicevamo è la zona frontale dove è “incassata” la testa. Già avevamo visto con gli scorpioni che questa area è spesso ricoperta da una corazza di chitina leggermente più spessa per proteggerla dagli urti e dai danni. Questa buona regola non fa eccezione nel nostro amico Ragno Orco.

Cheliceri

In ogni film che coinvolga ragni giganti, le sentirete schioccare e le vedrete grondare bava acida. Stiamo parlando delle zanne o se volete della mandibola del ragno. E’ un organo molto potente, dotato di canali veleniferi per immobilizzare la preda. Anche noi umani, grandi diverse centinaia di volte un ragnetto, ci accorgiamo del “bacio” ricevuto da queste simpatiche tronchesi.

Pedipalpi

Sono delle “mini-zampette” vicino la bocca. Hanno la funzione di sondare l’ambiente e, nei maschi maturi, inseminare le femmine. Si avete capito bene, fanno sesso usando i pedipalpi per trasportare lo sperma dalla zona di eiaculazione del maschio fino alla zona di ricezione femminile. Si vedono bene in questa foto dove sembra che il ragno abbia dei guantoni da boxe!

By Richard Bartz – Own work, CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6861903

Ocelli

Chiamarli occhi sarebbe troppo, nel nostro ragno orco sono in grado di stabilire giusto la direzione da cui proviene la luce ma in molti altri ragni sono in grado di produrre immagini.

Zampe

Siamo abituati a vedere zampe divise in diversi segmenti e anche nel ragno in questione lo sono, ben 7 segmenti! Tuttavia non sono i muscoli legati ai segmenti che ne consentono il movimento ma un sistema idraulico che che è in grado di produrre una pressione di 8 volte superiore a quella a riposo. Provate ad osservare un ragno morto, ha le zampe “ritirate” all’indentro perché ormai manca quella pressione.

I muscoli il nostro ragno li usa per muovere le zampe avanti e indietro, ma per aprirle e chiuderle, si affida al sistema idraulico. Questa soluzione si perde nel tempo e pare sia un residuo evoluzionistico dei primi ragni che hanno popolato il mondo.

Anche il ragno, come lo scorpione ha due piccole unghiette alle estremità. Sono quelle che vi sveglieranno nel sonno!

Addome

Se siete mai stati a pranzo da mia nonna, apprezzerete tantissimo questa proprietà dell’addome dei ragni. E’ infatti in grado di espandersi alla bisogna ma rimanendo protetto da un esoscheletro elastico di …? Chitina! Ormai lo abbiamo imparato. L’addome è anche la zona dove compaiono i disegni di ciascuna specie.

Sotto al cofano

Il nostro ragno, e così i suoi simili, ha un cuore sottile e allungato che pompa emolinfa, un liquido che ha la funzione del sangue per gli invertebrati.

L’intestino è particolare, corre praticamente per tutto il corpo del ragno e ha delle ramificazioni cieche!

Chiaramente il Ragno Orco non poteva non avere delle ghiandole velenifere e sono poste all’interno dei cheliceri, pronte a dispensare morte e distruzione (almeno tra le sue prede).

Una femmina in gravidanza avrà buona parte dell’addome occupata dagli ovari, che manco a dirlo sono gli organi deputati a contenere le uova.

La seta per le ragnatele non esce da fantasiosi e alternamente funzionanti dispositivi legati ai polsi, ma dalle ghiandole Sericigene ed è completamente scollegata dal sistema di espulsione delle scorie… Insomma non è pupù! La cosa bellissima è che la tela non è prodotta sempre dalle stesse ghiandole ma varia in base alla destinazione d’uso.

I ragni fanno la pupù e la pipì? Sentiamo l’esperta: fanno la pupì o la pipù… insomma un insieme delle cose per espellere i resti della digestione e le scorie dalla emolinfa.

Habitat

Il nostro Ragno Orco fa parte degli Areneidi ed è un cacciatore. Ciò significa che vive bene dove vi sono numerosi insetti volanti, come in giardini, boschetti e zone umide in generale.

Sebbene gli Areneidi sono conosciuti anche come “ragni da giardino” e nel mondo potete trovarli praticamente ovunque, per vedere un ragno giapponese dovete andare …. in Asia orientale! Ammetto di non aver fatto caso alla microfauna locale durante i miei viaggi, ma lo prometto: meno Gundam e più Ragni Orco la prossima volta!

Comportamento

Alimentazione

Dicevamo che l’Onigumu è un cacciatore, ma come caccia?

Beh lui tesse la sua tela ad una certa altezza dal terreno e aspetta… e aspetta… e aspetta ancora… finché qualche povera creaturina sventurata non rimane impigliata nella trappola. Dunque si avventa sulla preda senza pietà e immediatamente inietta del veleno, poi avvolge il corpo in un bozzo di tela.

Il veleno predigerisce gli organi interni della preda e quando il ragno torna dopo qualche tempo gli basta fare un buco nella corazza di chitina e svuotare il malcapitato ormai bello che morto.

Non è certo una tecnica di caccia peculiare nel mondo dei ragni, ma funziona!

Riproduzione

Anche questa volta, come negli scorpioni, la pericolosità delle donne è evidente! 🙂 In pratica il ragno maschietto è più piccolo delle femmine e questo significa che c’è sempre la possibilità di diventare uno spuntino!

Per questo motivo si avvicina cautamente alla tela della femmina e la fa vibrare in un modo speciale che solo loro sanno. La femmina capisce che si tratta di un corteggiatore e non di una preda dunque lo lascia avvicinare.

Lui si posiziona sotto la femmina e le dona lo sperma usando i pedipalpi, poi fugge come se non ci fosse un domani perché una volta assolto al compito la femmina può ripensarci sulla questione dello spuntino 🙂

Quando le uova sono pronte mamma ragno costruisce dei bozzoli speciali, fatti con tela speciale e lavorata con le mandibole in modo da trasformarla in una struttura rigida.

In questi gusci la mamma depone le uova che ci metteranno settimane o addirittura mesi per la schiusa. Questo video mostra la cosa in modo molto ravvicinato:

Chi caccia il cacciatore?

I ragni sono certamente ottimi cacciatori, e il Ragno Orco costruendo tele in alto si nutre di Cavallette, Libellule, Farfalle e Mosche. In generale, se un altro piccoletto finisce nella sua tela, lui lo mangia.

Tuttavia, come sappiamo… in natura non esiste il predatore supremo, c’è sempre qualcuno che caccia il cacciatore. Dunque chi bracca il nostro nuovo amico?

Iniziamo con uno specialista, lo si capisce dal nome: l’uccello spiderhunter. Un uccello in grado di cacciare diversi tipi di artropodi ma specializzato in ragni.

Ovviamente a minacciare un Ragno Orco non mancano i piccoletti meno piccoletti di lui, come le vespe giganti o appunto le femmine della stessa specie.

E se pensate che di notte le cose siano più tranquille, vi sbagliate di tantissimo. I pipistrelli sono in grado di individuare e cacciare i ragni anche nelle loro stesse tele.

Ma nel mondo dei ragni c’è chi sa vendicarsi:

Il ragno incontra l’immaginazione

Dopo tutto quello che abbiamo imparato sui ragni, è naturale scoprire che non siamo gli unici ad essere affascinati da una simile creatura. Già nel mondo antico, i greci videro nel nostro piccolo amico un mistero e ovviamente ne nacque un mito: quello di Aracne.

Le cose sono andate così, a sentire i racconti greci (versione corretta dall’autore, cioè io):

Aracne era una govine appassionata tessitrice, molto talentuosa. Tanto talentuosa da affermare di essere più brava della dea Atena, responsabile di quell’area aziendale dell’Olimpo Srl.

Atena lo viene a sapere e si incazza non poco, va a sfidarla e Aracne senza paura non solo accetta la sfida ma si dimostra anche più brava della dea.

Atena perde le staffe e, come succede spesso tra ragazze, manda una maledizione contro Aracne trasformandola in un ragno e constringendola a tessere per sempre.

Vabbè, Ovidio la racconta meglio in effetti.

Altra storia importante a tema ragni riguarda un certo Peter Parker ma questa la conoscete già, vero?

In ogni caso non si contano le apparizioni cinematografiche e letterarie dei ragni, sono bestioline in grado di suscitare in noi umani (soprattutto bambini) una bella paura tra la tela, le zanne, il veleno, i peli e tutti quegli occhi! Soprattutto per quel vizietto che hanno in molti di iniziare a mangiare la preda ancora viva… Chi ha detto Shelob?

Di catturato personalmente da Phyrexian, senza apportare alcuna modifica. – DVD originale, Copyrighted, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=2223495

Alla prossima puntanta!